Begato: parte la rigenerazione edilizia, il laboratorio di ascolto, il piano di sicurezza e di mobilità

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Rinnovo degli spazi pubblici di quartiere, attività di recupero edilizio e impiantistico, programma di mobilità degli inquilini delle case popolari, piano di sicurezza e laboratorio di ascolto: attorno a questi temi ruota il piano di recupero approvato dalle rispettive Giunte di Regione Liguria e Comune di Genova e presentato agli abitanti del quartiere Diamante nella sede dei comitati di quartiere alla “Casetta ambientale”.
Un lavoro in parallelo per dare risposte, dopo anni, alle richieste e alle preoccupazioni degli abitanti del quartiere collinare della Valpolcevera.
 
Frutto di politiche abitative degli anni ’70 e ’80, Begato, nato per ospitare famiglie provenienti dal centro storico, nel quale era prevista una intensa opera di ristrutturazione, è diventato negli anni uno dei quartieri più problematici non solo a Genova, ma in Liguria. Sulle condizioni di disagio e di emarginazione ha inciso la scelta originaria di localizzare i quartieri di edilizia residenziale pubblica in zone totalmente slegate dal contesto socio-culturale locale, la tipologia architettonica con circa 520 alloggi con una volumetria complessiva di circa 100.000 mc costituiti dalle cosiddetta “Diga rossa” e “Diga bianca”.
 
Ammontano a 1444 gli alloggi nel quartiere Diamante di Begato, di cui 536 gli alloggi nei due complessi delle “dighe”. Circa il 40% dei nuclei assegnatari presenta delle irregolarità di natura contrattuale, soprattutto nel pagamento del canone e delle spese accessorie che, nei casi più gravi, hanno determinato la decadenza dall’assegnazione (n. 51 nuclei).
 
Tutto ciò deriva, nella maggior parte dei casi, dal peggioramento delle condizioni di vita dei nuclei familiari costretti a vivere sotto la soglia di povertà assoluta, oppure costituiti da soggetti “fragili” (anziani ultra 70 enni, persone sole con minori e/o disabili). Da un’indagine effettuata da ARTE è emerso che il 15% circa dei nuclei familiari insediati nelle due dighe è composto da anziani soli, sistemati in alloggi con una superficie netta maggiore di 40 mq.
 
La scarsa qualità architettonica e la carenza di servizi essenziali hanno fatto il resto, favorendo nel tempo, una scarsa vivibilità e sicurezza. A questo si deve poi aggiungere la presenza di circa il 19% di abitazioni sfitte da ristrutturare e, spesso, rifiutate da potenziali nuovi assegnatari.
Da qui è nata l’iniziativa congiunta di Regione Liguria con il Comune di Genova e ARTE (l’azienda regionale territoriale per l’edilizia pubblica) per definire gli impegni reciproci e le linee di indirizzo programmatiche che mettano in atto un piano complessivo di rigenerazione del quartiere:
 
-        laboratorio di ascolto: realizzazione in loco di un’attività di ascolto finalizzata ad acquisire, attraverso incontri con i residenti, elementi per individuare soluzioni e migliorare, così, la qualità della vita nel quartiere;
 
-        mobilità degli inquilini delle case popolari: attivazione di un programma di ricollocazione verso altre aree della città per soddisfare le domande di cambio presentate dagli utenti delle “Dighe”;
 
-        piano di sicurezza: realizzazione di interventi per migliorare la vivibilità del quartiere, tra cui l’installazione di un sistema di videosorveglianza e di guardianaggio, in aggiunta all’attività di presidio svolta dal personale di ARTE e del Comune di Genova con verifiche puntuali di ARTE stessa sullo stato di conduzione dei singoli alloggi;
 
-        rigenerazione edilizia e impiantistica: realizzazione degli interventi sull’involucro degli edifici e di recupero delle parti comuni e degli alloggi sia per migliorare la qualità abitativa, sia per contenere le spese di conduzione e adeguare le reti e gli impianti; particolare attenzione sarà riservata ai gruppi di pompaggio ed agli impianti di riscaldamento dei principali civici di Via Maritano, Cechov, Sbarbaro, Pedrini e Brocchi dove sono previste opere di manutenzione straordinaria anche sulle coperture; interventi di minore rilevanza, ma sostanziali per l’utenza, riguarderanno gli impianti elettrici delle parti comuni , la  sostituzione di citofoni e portoni. Azioni puntuali riguarderanno, inoltre, il rifacimento di facciate con isolamento a mezzo cappotto e infissi esterni.
 
-        rinnovo spazi pubblici di quartiere: riqualificazione delle aree esterne e dei servizi ludico-ricreativi. Verranno aumentate le strutture sportive (campo di calcetto e pista di pattinaggio) e resi più sicuri e confortevoli gli spazi dedicati ai bambini ed agli anziani.
 
Gli investimenti previsti ammontano a circa 4.600.000 euro.
 
 
 





















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A cura di Elisa Zanolli e Ottavio Traverso  -  Informativa sui cookie