Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla 2026: al Cabannun l’evento con Sara Piana ed Emanuela Apicella
In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla 2026 a Campomorone si terrà l’evento di e con Sara Piana “Non riesco a smettere di sorridere”. Appuntamento il 13 marzo alle ore 17 al Cabannun di Campomorone. Ingresso a oblazione, il ricavato sarà devoluto alle attività di sensibilizzazione di OIDA.
Sara racconta il suo cammino attraverso la prigione e le tenebre dei disturbi alimentari, malattie ancora oggi sottovalutate ma che purtroppo colpiscono sempre più persone, soprattutto giovani, che non sempre riescono ad accedere a cure adeguate.
Un testo di speranza che però vuole trasmettere quanto dolore provocano queste malattie che spesso vengono scambiate per capricci.
In questa giornata si aggiunge una piccola voce che cerca giustizia per chi soffre e abbraccia attraverso l'arte tutti coloro che sono o sono stati immersi in questo buio. Sara Piana, studentessa di Scienze infermieristiche, da anni coltiva la passione del teatro. Si è formata presso la Quinta Praticabile e la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse a Genova. Ha seguito diversi stage e laboratori di scrittura drammaturgica sotto la guida di Pino Petruzzelli.
Il monologo Non riesco a smettere di sorridere, scritto quasi di getto nell’estate 2024, è stato rappresentato per la prima volta a Genova al Teatro della Tosse, sala Aldo Trionfo, il 16 marzo 2025.
Al termine dello spettacolo interverrà Emanuela Apicella, psichiatra e psicoterapeuta, che presenterà il suo libro “La tavola bandita. Genitori e famiglie nella cura dei disturbi alimentari”. Quando nella vita di una famiglia entra un disturbo alimentare è proprio la tavola che diventa uno dei primi campi di battaglia. La tavola, un tempo imbandita, segno di accoglienza, di nutrimento, di legame si incrina. Diventa bandita: proibita, contaminata, fonte di angoscia. Emanuela Apicella dà voce ai giovani con disturbi alimentari e ai loro genitori, ma anche alle sorelle e ai fratelli, intrecciando la prospettiva clinica e terapeutica con la narrazione viva delle loro esperienze. Storie autentiche nelle quali non esistono colpevoli o sconfitti, ma persone che, grazie alla condivisione all’interno del percorso terapeutico, si aiutano a vicenda a comprendere e ad affrontare le complessità del disturbo alimentare.