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Il potere del social network: tra ricordi e vecchi amici

I social network uniscono, fanno incontrare compagni di scuola, vicini di casa e amici di infanzia persi durante la vita. Ma fanno anche ricordare i posti in cui si è vissuto o diventano un luogo di incontro via etere in cui discutere dei problemi del quartiere.
Il social network più conosciuto ed utilizzato oggi è sicuramente Facebook, dove nel giro di pochi mesi si sono moltiplicati i gruppi creati per ricordare la Valpolcevera, e parlare dei suoi quartieri, delle colline e dei comuni.
"Noi della Valpocevera" è stato creato anni fa, con lo scopo di raccogliere gli eventi ma anche qualche "mugugno". I membri sono più di duemila quattrocento. Ne conta invece mille e settecento "Quelli della Valpolcevera". Se si preferiscono gruppi più specifici ecco il quartiere di Certosa con "Quelli di..Certosa!", conta duemila trecento membri che si scambiano pareri e consigli: dal ritrovamento di un peluche all'interno di un negozio, alle informazioni sul funzionamento o meno della metropolitana, senza dimenticare le foto dei lavori in corso e gli eventi in programma nel quartiere.
Il Comune di Mignanego informa i cittadini attraverso un suo gruppo ufficiale, "Pontedecimo" si divide tra vecchie foto e cronaca del territorio, mentre "Pontedecimo tra Tav e Gronda, dite la vostra!" è dedicato esclusivamente al tema delle due infrastrutture che sorgeranno in valle. "Gente di Paveto" e "Ricordi quando a Bolzaneto c'era?" sono gruppi creati per ricordare gli anni passati, attraverso testimonianze e foto. E proprio di questa natura, ricordando con nostalgia "quando si stava meglio", si sono creati molti gruppi "Sei di…se..". Gli esperti dicono che alla base di questi gruppi c'è il forte senso di appartenenza ad una comunità: sei realmente di un determinato posto se hai vissuto determinate esperienze o se hai conosciuto certe persone.
E allora esiste "Sei di Pedemonte se..", "Sei di Certosa se…", "Sei di Sant'Olcese se…", "Sei di Campomorone se..".
Le drammatiche trasformazioni di cui è stata protagonista l'Italia, sempre secondo gli esperti, hanno provocato un profondo smarrimento nella nostra società e si è diffusa la percezione della "perdita della casa", un luogo in cui ci si sente a proprio agio. Per questo motivo ci si rifugia nel passato, in un tempo idealizzato, nel tentativo di recuperare quello che si è perso. E da qui nascono nostalgia e condivisione dei ricordi.
Elisa Zanolli



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