| Mignanego, Malfatti contro la chiusura della Stazione dei Carabinieri: “Presidio fondamentale per sicurezza e territorio” |
Comune di Mignanego
La stazione dei Carabinieri di Mignanego potrebbe chiudere. E’ quanto è stato anticipato al sindaco di Mignanego Michele Malfatti in una recente riunione con la Prefettura. L’idea è di trasferire la caserma a Pontedecimo, in quella che era la caserma del Corpo Forestale dello Stato, e in cui oggi è provvisoriamente collocata la Stazione di Bolzaneto.
“La Stazione dei Carabinieri rappresenta per la comunità di Mignanego un importantissimo elemento di tutela, - commenta il sindaco Malfatti - garantisce una presenza fisica su un territorio costituito in massima parte da frazioni sparse e case isolate. In questo contesto la presenza stabile svolge, oltre che una funzione di capillare repressione degli illeciti, anche una finalità di prevenzione, garantendo che certe condotte non possano giovarsi dell’impunità in considerazione della distanza e della frammentarietà abitativa. Il rapporto di fiducia creatosi negli anni ha favorito e favorisce la raccolta di informazioni investigative e agevola la risoluzione delle problematiche sociali”.
Senza un presidio stabile sul territorio, oltre al discorso sicurezza e miglioramento della vita per i cittadini, vorrà anche dire difficoltà ad avere interventi immediati, viste le problematiche sulla viabilità.
“Chiudere un presidio dell’Arma significa togliere un servizio fondamentale, - prosegue Malfatti - rendere più difficile accedere alla presentazione di denunce, più difficile formulare richieste di aiuto immediato. Obbligare persone, anche anziane, a spostarsi nei centri urbani.
Pur comprendendo le ragioni economiche e logistiche a favore dell’apertura nel centro urbano di Genova Pontedecimo ricordo che l’ulteriore perdita di servizi per le comunità dei piccoli comuni costituisce un ennesimo tassello che rende questi territori sempre più destinati al decremento della popolazione con tutte le relative conseguenze. Queste riflessioni le ho inviate in una nota scritta al Ministro Crosetto, oltre ad aver interessato della questione l'ex Ministro Roberta Pinotti, il Vice Ministro Edoardo Rixi e l'Onorevole Matteo Rosso. Mi auguro che ci possa essere un ripensamento”.