| Trasporto pubblico, i sindaci dell’entroterra contro il piano AMT: "Più costi e meno servizi, così si colpiscono le fasce deboli" |
Comune di Serra Riccò
Comune di Campomorone
Comune di Mignanego
Comune di Sant'Olcese
Meno corse nell’entroterra e maggiori costi a carico dei Comuni. Il nuovo piano economico di AMT per il trasporto pubblico extraurbano preoccupa gli amministratori locali, che contestano non soltanto la riduzione del servizio, ma anche il metodo e i tempi con cui le nuove condizioni sono state comunicate.Al centro delle critiche c’è il rischio che i tagli finiscano per penalizzare soprattutto i piccoli centri e le frazioni, dove il trasporto pubblico rappresenta spesso l’unica possibilità di spostamento per anziani, studenti e persone senza un mezzo privato. Una situazione che, secondo i sindaci, potrebbe accentuare l’isolamento delle vallate e contribuire ulteriormente allo spopolamento dell’entroterra.
"Contesto il metodo -, afferma Sara Dante, sindaco di Sant’Olcese - I problemi erano già noti da tempo, ma si è arrivati al 19 agosto con la comunicazione ufficiale, quando abbiamo già bilanci previsionali approvati. Ci viene prospettata una riduzione del servizio insieme a un aumento dei costi: è un metodo alquanto discutibile. Questa riduzione dei servizi andrà a discapito di tutta la nostra popolazione e soprattutto delle fasce più deboli, anziani e studenti. Il rischio è anche sociale: mettere in difficoltà i collegamenti con l’entroterra significa contribuire allo spopolamento delle vallate. Lavoreremo con la giunta e gli uffici per tutelare i nostri cittadini e il loro diritto a un trasporto pubblico locale degno di essere chiamato tale, soprattutto visto che ci viene richiesto anche un aumento dei costi. Oggi paghiamo anche scelte politiche tariffarie fatte in un passato molto recente e alquanto discutibili".
Preoccupazione analoga arriva da Serra Riccò. "Si chiedono maggiori costi ai Comuni a fronte di minori servizi -, sottolinea il sindaco Angela Negri - Viene tolto il Chiama il Bus, vengono eliminate corse da e per le frazioni e una ventina di corse sul fondovalle. Con circa tremila abitanti nelle frazioni è un grosso problema. Questa non è una grandine caduta dal cielo: è la situazione disastrosa di AMT che si riversa sui cittadini".
A Campomorone l’amministrazione è già al lavoro per chiedere modifiche al piano. "Martedì ci vedremo come giunta con gli uffici per valutare le variazioni da proporre - spiega il sindaco Giancarlo Campora - Ci hanno tolto alcune corse che per noi sono fondamentali e bisogna riuscire a ripristinarle in qualche modo".
Campora allarga però il ragionamento alle difficoltà che i piccoli Comuni stanno affrontando su più fronti. "Prima la Tari, poi il trasporto e in mezzo il nuovo assetto dei servizi sociali, da cui dipenderà il futuro dei servizi territoriali. Sono tempi non facili per chi amministra». Secondo il sindaco, una condivisione maggiore e più tempestiva delle decisioni «porterebbe i Comuni a sentirsi protagonisti di scelte di responsabilità e non, come al solito, gli anelli finali sui quali scaricare problemi creati da altri".
Molto critica anche la posizione del sindaco di Mignanego, Michele Malfatti: "Non è possibile che ci venga sottoposta una proposta di tagli alle corse e di aumento della contribuzione dei Comuni il 19 agosto, quando AMT, Città Metropolitana e Comune di Genova hanno da tempo tutti gli elementi a disposizione".
Malfatti riconosce il lavoro svolto dal vicesindaco metropolitano Simone Franceschi e "Il senso di responsabilità e l’ampia spiegazione sulla drammatica situazione dell’azienda di trasporto pubblico locale, ma questa situazione affondi le radici in politiche tariffarie e scelte operative e strategiche del recente passato quanto meno discutibili".
Il sindaco di Mignanego critica inoltre l’assenza al tavolo della sindaca metropolitana, "nel suo doppio ruolo di amministratrice di Città Metropolitana e del Comune di Genova, di gran lunga principale azionista di AMT".
Sul fronte economico, Malfatti evidenzia l’impatto sui bilanci comunali: "Ci viene chiesto di aumentare di circa il 25% la quota di spesa a carico dei Comuni già per l’anno in corso, incremento che sarebbe quasi del 50% senza l’intervento contributivo della Città Metropolitana, come se ad agosto una richiesta del genere fosse compatibile con bilanci di previsione approvati a dicembre 2025. A questo si aggiungono i tagli al servizio. A Mignanego saranno eliminate alcune corse lungo la Statale 35 dei Giovi dal lunedì al venerdì, mentre il sabato le corse saranno più che dimezzate. Particolarmente critica la situazione delle frazioni di Paveto, Costagiutta e Fumeri, che già mal servite durante la settimana, resterebbero completamente isolate dal trasporto pubblico locale. Ora abbiamo soltanto alcuni giorni, sempre ad agosto e con alcuni tecnici in ferie, per interloquire con AMT e Città Metropolitana e provare a limitare i danni.Temo però che lo spazio di manovra sia molto risicato. Tutto ciò, a danno dei cittadini, è inaccettabile".